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ACCONCIARE
ridurre a bene essere, e mettere in sesto, e ' n buon termine, ilche diciamo anche, accomodare, contrario di GUASTARE. Lat. Concinnare, aptare.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 50, numero 12>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. n. 50. 12. Andò verso una scala, sotto la quale era un chiuso di tavole, ec. come tutto dì veggiamo, che fanno far coloro, che le lor case acconciano.  [Riferimento all'opera precedente]  E n. 93. 20. Io non intendo di guastare in altrui quello, che in me io non so acconciare.
 <Novelle antiche nel proemio numero 1.>-<Cento novelle stampate in Firenze da' Giunti. Citasi à Novelle, e à numero. Cominciando da ciascuna novella di dieci in dieci versi. In alcuni luoghi si è citato lo stamp. piu anticamente.>  N. ant. proem. 1. Però voi, che avete i cuori gentili, e nobili fra gli altri, acconciate le vostre menti primamente nel piacer d' Iddio [cioè conformate]  [Riferimento all'opera precedente]  E n. 94. 1. Messer per cortesia acconciate li fatti vostri, e non isconciate gli altrui.
¶ Per adornare. Lat. Comere, comam componere.
 <Laberinto al numero 203.>-<Laberinto d'amore di M. Gio. Boccacci [Giovanni Boccaccio]. Stampato in Fir. [Firenze] in ottavo da Filippo Giunti. Citasi a numeri di dieci in dieci versi.>  Lab. n. 203. Era da ridere l' averla veduta, quando s' acconciava la testa.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 65, numero 9>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. n. 65. 9. Venuta la mattina della Pasqua, la donna si levò in su l' aurora, e acconciossi, e andossene alla Chiesa impostale dal marito.  [Riferimento all'opera precedente]  E n. 38. 17. E lei così ornata, come s' acconciano i corpi morti.
 <Valerio Massimo.>-<Volgarizzamento simile [Volgarizzamento di Valerio Massimo. Testo a penna. Di Giovambatista Strozzi]. Testo a penna. Di Pier Segni nostro Accademico.>  Valer. Mass. P. se. Acconciossi a guisa di Sacerdote: e in questo significato diciamo anche ABBIGLIARE, onde ABBIGLIAMENTI.
¶ Per accordarsi insieme, pacificare. Lat. pacificare, reconciliare.
 <Giovanni Villani libro 8. Capitolo 37. numero 3.>-<Storia di Giovanni Villani, stampata in Firenze da' Giunti in quarto, l'anno 1587. Citasi a libri. Cap. e numeri: ponendo i numeri di dieci in dieci versi ad ogni capitolo. In alcuni luoghi ci siamo serviti de' manuscritti di Bernardo Davanzati, e di Curzio Picchena nostro accademico, essendoci paruti piu sicuri, che lo stampato.>  G. V. 8. 37. 3. Si si tramisono d' acconciarli insieme, e preson la Signoría della terra.  [Riferimento all'opera precedente]  E lib. 7. 78. 1. Alla fine, per poco podere e seguito, s' acconciò co' Fiorentini.  [Riferimento all'opera precedente]  E lib. 10. 23. Il popolo della Città di Modana, per trattato del Legato di Lombardía, si levò a romore, gridando pace, ec. e acconciarsi col detto Legato.
¶ Per maritare. Lat. in matrimonium collocare.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 68, numero 21>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. n. 68. 21. Ti potevano così orrevolmente acconciare in casa i Conti Guidi, con un pezzo di pane.
¶ Per apprestare, preparare, mettere in punto. Lat. Praeparare.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 99, numero 27>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. 99. 27. E senza altro dire, fattisi tutti i suoi vestimenti in una camera acconciare, vel menò dentro.
¶ Per porre, e mettere uno al servigio di chi che sia. Lat. aliquem in servitutem dare.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 18, numero 18>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. n. 18. 18. Avendo adunque il Conte il figliuolo, e la figliuola acconci.  [Riferimento all'opera precedente]  E n. 67. 5. Avanti che da Egano si partisse, ebbe con lui acconcio Anichino.
¶ E neut. pass. porsi a star con altri. Lat. se alicui in servitutem tradere.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 19, numero 24>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. n. 19. 24. col quale, entrata in parole, con lui s' acconciò per Servidore.
¶ Per istanziare, abitare, accasarsi. Lat. Domicilium collocare.
 <[Giovanni] Boccaccio Novella 80, numero 28>-<Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell'opera, come dal proemio, dall'introduzione, da' principi, da' fini delle giornate, e dalla conclusione.>  Bocc. n. 80. 28. E come io ci sarò acconcio, voi non ne potrete essere alla pruova.
¶ E Acconciarsi dell' anima, prepararsi alla morte, col ricevere i Sagramenti della Chiesa.
 <Passavanti a carte 29.>-<Specchio di Penitenza di Frate Iacopo Passavanti, stampato in Firenze in dodicesimo, Da Bartolommeo Sermartelli, l'anno 1585. Citasi al numero delle carte. In alcuni luoghi s'è adoperato il Testo a penna per esser più corretto.>  Passav. 29. Fu indotto che si dovesse acconciar dell' anima, confessandosi.